Di seguito l’Ordinanza della Regione Puglia e i risultati ARPA Puglia commentati dal Prof. Assennato
REGIONE PUGLIA
05-03-2010
Divieto di consumo fegati animali a rischio
Con Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale 23 febbraio 2010 n.176 è fatto divieto di consumo dei fegati di animali presenti negli allevamenti ovino-caprini riconosciuti a rischio, a tutela dell'igiene e della salute pubblica. Nello specifico, si tratta degli allevamenti insistenti entro un raggio di 20 Km dall’area industriale di Taranto, individuati dalla ASL di competenza in base alla valutazione del rischio attraverso il piano di monitoraggio. Il provvedimento è pubblicato nel Bollettino ufficiale regionale n.42 del 4 marzo 2010.
GIUNTA REGIONALE 23 febbraio 2010, n. 176
Divieto di consumo dei fegati degli ovini-caprini
presenti negli allevamenti riconosciuti a rischio.
Visto l’art. 32 della la legge 23/12/1978 n. 833;
Visti gli artt. 260 e successivi del T.U.LL.SS.
approvato con R.D. 27/7/1934 n. 1265 e successive
modifiche;
Visti gli artt. 10 della Legge regionale 20/07/1984,
n. 36 e art. 3 della Legge regionale 22/08/1989 n.
13;
Visto l’articolo 42 della legge regionale
12/05/2004, n. 7;
Visti gli esiti del monitoraggio espletato per la
ricerca di PCB e diossina nelle produzioni zootecniche
dal Dipartimento di Prevenzione della ASL
TA, sugli allevamenti presenti nel raggio di 15 Km
dall’area industriale di Taranto;
Riconosciuta la necessità, per la tutela della
salute pubblica, di vietare il consumo dei fegati
degli ovi-caprini presenti negli allevamenti riconosciuti
a rischio.
ORDINA
Art. 1
il sequestro e la distruzione sistematica di tutti i
fegati degli ovi-caprini regolarmente macellati presenti
negli allevamenti insistenti entro un raggio di
20 Km dall’area industriale di Taranto, così come
individuati dalla ASL di Taranto in base alla valutazione
del rischio e già oggetto del piano di monitoraggio.
Art. 2
Il divieto di pascolo sui terreni non aventi destinazione
agricola ricadenti, entro un raggio di non
meno di 20 km attorno delle area industriale di
Taranto. Nelle stesse aree, i terreni ad uso agricolo,
dovranno obbligatoriamente subire le necessarie
lavorazioni per poter essere destinate al pascolo o
alla produzione di alimenti per gli animali.
I Sindaci dei comuni della Provincia di Taranto
interessati sono incaricati dell’osservanza della presente
ordinanza ed il personale di vigilanza del
Dipartimento di prevenzione della ASL TA, gli
agenti di Polizia Urbana e della forza Pubblica in
generale del controllo e della esecuzione.
Bari, lì 23 febbraio 2010
Vendola
ARPA PUGLIA Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente
05-03-2010
Risultati e nota di commento del Direttore generale di ARPA Puglia prof. Giorgio Assennato, sulla campagna di monitoraggio, con campionatore vento-selettivo, effettuata a Taranto presso la Masseria Carmine I risultati del monitoraggio con campionatore vento-selettivo, effettuato presso la Masseria Carmine a Taranto, mostrano che per i parametri monitorati (diossine-tossicità equivalente, PCB dioxin-like, Idrocarburi Policiclici Aromatici) i valori sono più alti nel campione sottovento rispetto all'area industriale se confrontati con il campione sopravento e con la calma di vento. La differenza è particolarmente rilevante per IPA totali (1.418 ng/Nm3 rispetto a 56 ng/Nm3), benzo(a)pirene (2,48 verso 0,3 ng/Nm3) e diossine (206 fg TEQ/Nm3 rispetto a 69 fg TEQ/Nm3). È anche degno di nota il fatto che il campione sottovento presenta valori di epta e octadibenzodiossine (più stabili e più legati al particolato) molto più bassi degli equivalenti dibenzofurani mentre, nel campione sopravento, gli epta si equivalgono tra diossine e furani, e le octadibenzodiossine sono più rappresentate rispetto agli octadibenzofurani. Abbiamo anche a disposizione i dati deposimetrici mensili, che risultano piuttosto alti, almeno in certe sequenze temporali. I valori riscontrati in aria ambiente non contribuiscono in modo diretto al carico corporeo di diossine, né negli animali da allevamento né nell'uomo. Occorre però considerare il ruolo indiretto cross-mediale, che deve essere tenuto in particolare considerazione in funzione dei dati industriali storici, sia nel passato prossimo (prima dell'addizione di urea al letto di sinterizzazione) sia, ancor di più, nel passato remoto, in cui è ragionevole pensare che, prima dell'adozione dei filtri MEEP ad alta tecnologia, la concentrazione delle diossine al camino potrebbe essere stata maggiore anche di un ordine di grandezza. L'impatto in un ampio arco temporale pari ad alcuni decenni di tali rilevanti emissioni potrebbe, attraverso la persistenza nelle matrici ambientali e il bioaccumulo nelle matrici biologiche, teoricamente spiegare i superamenti di diossine in un'area in cui eventuali altre sorgenti di diossine o sostanze diossino-simili appaiono meramente ipotetiche.
Prof. Giorgio Assennato