DA TUTTO IL MONDO AL PROCESSO ETERNIT a Torino il 16 marzo Convegno Internazionale sull’amianto organizzato da BAN ASBESTOS e AIEA
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Ogni 5 minuti nel mondo muore una persona che è stata esposta all’amianto.
Un dato agghiacciante che dimostra come nel mondo ancora oggi l’amianto sia una triste realtà e vi sono uomini che lo estraggono e lo lavorano.
Nel Convegno Internazionale di Torino del prossimo 16 marzo Ban Asbestos, AIEA e le associazioni delle vittime ed esposti all’amianto di tutto il mondo si confronteranno sul tema amianto. Una giornata di lavori nella quale sono stati chiamati ad intervenire testimoni ed esperti provenienti da Asia (India, Cina, Giappone), America Latina (Brasile, Perù), Europa (Inghilterra, Francia, Belgio, Spagna, Svizzera, Italia) in grado di portare testimonianze ed esperienze sull’esposizione all’amianto degli stabilimenti Eternit presenti nei loro paesi.
Contramianto e altri rischi onlus parteciperà con il Presidente Luciano Carleo portando il proprio contributo e soffermandosi particolarmente sulla situazione Svizzera e la fabbrica Eternit di Niederurnen e sulla questione della commercializzazione delle navi contenenti amianto nel mondo citando l’esempio peruviano ed iracheno ma anche il clamoroso caso della portaerei francese Clemenceau.
Partendo dal processo di Torino contro la Eternit si analizzeranno le tragiche conseguenze dell’uso di amianto nel mondo.
Sono quasi 3.000 le vittime italiane causate dall’esposizione all’amianto diretta o indiretta delle fabbriche ETERNIT di Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia), Bagnoli (Napoli). Centinaia anche le vittime tra i nostri connazionali che hanno lavorato nella fabbrica Eternit di Niederurnen in svizzera come gli emigranti pugliesi di Tiggiano, Corsano, Alessano che ritornati in Italia sono morti o si sono ammalati con i loro familiari.
Negli anni 60 il gruppo Eternit Svizzera ha aperto la prima grande miniera d’amianto in Brasile. Era l’epoca della dittatura militare. Il Brasile è diventato il terzo produttore mondiale d’amianto e uno dei primi paesi consumatori. Eternit Svizzera ha ugualmente dominato il mercato del Nicaragua. Durante questo periodo, il gruppo Eternit belga si è stabilito in Perù e in tutta l’Asia. In America Latina come in Asia, le condizioni di lavoro in fabbrica nelle fabbriche Eternit sono state e sono ancora catastrofiche, anche se il marchio è stato venduto a società economiche locali.
I due presidenti dell’Eternit, Stephan Schmidheiny e il barone Louis de Cartier de Marchienne sono sul banco degli imputati, al seguito dell’iniziativa del Procuratore Raffaele Guariniello di Torino. Devono rispondere anche del capo di imputazione di “disastro doloso” (volontario).
Negli stabilimenti mondiali dell’ETERNIT migliaia sono state le persone, lavoratori e cittadini morti per cancro e per le altre malattie asbesto correlate. Non di meno tale produzione ha determinato e sta ancora causando un immane disastro ambientale.
Non possiamo tacere di fronte a tutto ciò come su quello che accade nel mondo ai giorni nostri a causa dell’amianto.
Ancora oggi nei paesi dell’est che fanno parte della Unione Europea e quindi si sono dovuti adeguare alla direttiva comunitaria che mette al bando l’amianto dal 1 gennaio del 2005, le condizioni di lavoro degli esposti sono simili, dal punto di vista delle protezioni, a quelle dell’Italia e degli altri paesi europei all’inizio degli anni 70. L’amianto in questi paesi è sempre stato importato prima dalla Unione Sovietica e poi dalla Russia e dal Kazakistan che ne sono ancora i maggiori produttori al mondo. Le autorità di questi paesi, ieri come oggi, sostengono che “il loro amianto” non è nocivo come gli altri tipi di amianto (si tratta di crisotilo), soprattutto che smettere la produzione sarebbe un grave danno alle loro economie. Stesso discorso vale per gli altri paesi grandi produttori di amianto: la Cina, il Canada, il Brasile, l’India. Sono una decina i paesi che continuano nel mondo a seminare malattia e morte. L’Europa, infatti, ha messo al bando l’amianto ma l’amianto viene ancora estratto dalle miniere, lavorato e commercializzato nei paesi più poveri e in quelli che puntano a diventare ricchi in poco tempo. Ancora oggi il Canada produce 300.000 tonnellate di amianto di queste ne consuma solo 6000 il resto viene esportato nel resto mondo.
L’espansione dell’epidemia di patologie asbesto correlate in Europa è ormai nota: ci si aspetta, causa i tempi di latenza dell’insorgere delle malattie, la punta massima negli anni 2015-2020. Il numero complessivo di morti stimati (esposizioni professionali, domestiche ed ambientali) solo per mesotelioma è di circa 250.000 per i prossimi 30 anni in Europa occidentale.
Una tragedia mondiale a cui nel corso del Convegno si cercherà di dare risposte attraverso un documento conclusivo condiviso da tutte le associazioni mondiali degli esposti e vittime dell’amianto. CONTRAMIANTO E ALTRI RISCHI ONLUS
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